Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo

“Dopo il festival del teatro indipendente “Nati per calpestare i re”, durante il quale abbiamo sperimentato la possibilità di praticare del teatro in un posto occupato e autogestito e in una condizione autonoma di condivisione e di discussione, lontani cioè dalle logiche delle “politiche culturali” finanziate dagli enti pubblici piuttosto che dai privati, riteniamo necessario soggettivarci politicamente e riflettere sul senso della condivisione culturale nella nostra città e nel nostro Paese.
Non vuole questo essere il manifesto di una protesta contro un “sistema culturale”,ma la base di una discussione sul come praticare una strada indipendente rispetto a quella dei “luoghi istituzionali della cultura”. Essere artisti oggi significa essenzialmente vivere la condizione di lavoratori precari divisi tra la necessità di dar forma all’energia creativa e la realtà di un mondo lavorativo che non garantisce né un sistema di welfare né una redistribuzione in termini di reddito o di finanziamento della ricchezza materiale che il lavoro creativo produce. L’artista, inoltre vive la dissociazione tra la prestazione lavorativa in senso formale e quella in senso sostanziale: la prestazione in senso formale è oggetto di remunerazione ( l’esecuzione di una performance, ad esempio), quella sostanziale no, ma di fatto è fondante nella creazione artistica nella misura in cui è praticata costantemente nello studio, nella ricerca, nell’approfondimento intellettuale, nella ideazione dell’opera artistica. La risposta immediata a questa forma di precariato esistenziale è per noi dunque innanzitutto la rivendicazione di un reddito minimo garantito e inoltre la pratica autonoma del teatro non solo in termini performativi, ma anche di ricerca, pratica che può attuarsi solo in una condivisione assoluta di saperi, abilità ed esperienze e solo in una realtà indipendente, comune, slegata dai ricatti propagandistici e monetari dei luoghi in cui si stabiliscono le “politiche culturali”.
Riteniamo occorra organizzarci per restituire al teatro la sua capacità di incarnare una percezione della realtà e di modificare la realtà stessa come risultato della relazione attiva con essa, occorre cioè ritornare a discutere sui principi costitutivi del teatro e sui luoghi e le modalità in cui è necessario praticarlo qui ed oggi.
Per questo abbiamo deciso di convocare un’assemblea aperta martedì 17 luglio alle 19:30 a Villa Roth Occupata in Via Annibale Maria di Francia 17/B “

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